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21 Novembre 2021
Consigli e Tools, Marketing

Come scegliere le keyword giuste per posizionare il tuo sito su Google

Tutto parte da qui. Prima dei contenuti, prima del design, prima delle campagne pubblicitarie: la scelta delle parole chiave è il primo passo concreto di qualsiasi strategia di posizionamento SEO. Sbagliarla significa investire tempo e risorse per comparire su ricerche che non portano clienti. Azzeccarla significa mettere il tuo sito davanti alle persone giuste, nel momento esatto in cui stanno cercando quello che offri.

In questo articolo vediamo come scegliere le keyword in modo strutturato, quali strumenti usare e quali errori evitare.

Parti da Google: il metodo più semplice per trovare keyword

Non servono strumenti sofisticati per iniziare. Il motore di ricerca stesso ti dà informazioni preziose, gratis.

Vai su Google e inizia a digitare i termini che descrivono la tua attività. Prima ancora di premere invio, Google ti mostra una serie di suggerimenti automatici: sono le combinazioni di parole che gli utenti cercano più spesso. Questa funzione si chiama Google Autocomplete ed è il punto di partenza più immediato per capire come le persone formulano le proprie ricerche.

parole chiave per la seo

Non ti fermare qui, devi ancora descrivere il tuo servizio ossia la consegna a domicilio, continua quindi aggiungendo alla scritta “fruttivendolo” anche un secondo termine come “domicilio”, la search intent di Google cambierà nuovamente mostrandoti una serie di altre opzioni, come la schermata qui sotto.

Facciamo un esempio. Se sei un fruttivendolo che offre consegna a domicilio, digita “fruttivendolo” e osserva cosa suggerisce Google. Poi aggiungi “domicilio” e guarda come cambiano i suggerimenti. Noterai subito che molte ricerche associano il servizio a un’area geografica: “fruttivendolo consegna a domicilio Varese”, “fruttivendolo online Milano”, e così via.

Questo ti dice due cose importanti: quali parole usano davvero i tuoi potenziali clienti (che spesso non sono quelle che useresti tu) e che nel caso di attività locali, affiancare il servizio alla zona geografica è quasi sempre una scelta vincente. Se operi a livello locale, questo approccio è la base di qualsiasi strategia di local SEO.

keyword per la seo


Da questa seconda schermata inizierai ad avere una visione più chiara: gli utenti cercano combinazioni differenti di parole legate al tuo servizio. In particolare puoi notare che una valida soluzione è affiancare ciò che offri a un’area geografica. Questo semplice esperimento ti fa capire che un buon titolo per la tua pagina potrebbe essere: “Fruttivendolo consegna a domicilio Varese”. Con questa strategia puoi scoprire una serie di termini di valore per promuovere la tua attività. Se operi a livello locale, questo approccio è il punto di partenza per qualsiasi strategia di local SEO.

Non fermarti alla prima ricerca. Prova varianti, sinonimi, domande. Scorri fino in fondo alla pagina dei risultati, dove Google mostra le “Ricerche correlate”: sono un’altra miniera di spunti.

Google Trends per confrontare le keyword

Una volta individuate alcune parole interessanti, il passo successivo è capire quali hanno più domanda e come si muove quella domanda nel tempo.

Google Trends è uno strumento gratuito che ti mostra l’andamento delle ricerche per qualsiasi termine. Puoi confrontare fino a cinque parole contemporaneamente e vedere quale viene cercata di più, in quale periodo dell’anno e in quale area geografica.

Questo è utilissimo per scegliere tra sinonimi. Restando sull’esempio del fruttivendolo: “fruttivendolo” e “ortolano” sono sinonimi, ma uno dei due potrebbe essere molto più cercato dell’altro nella tua zona. Google Trends te lo dice in pochi secondi.

È utile anche per capire la stagionalità di certe ricerche. Se vendi un prodotto che ha picchi in determinati periodi dell’anno, sapere quando la domanda cresce ti permette di preparare i contenuti in anticipo e intercettare il traffico nel momento giusto.

Confrontare keyword per la seo

Google Keyword Planner per analizzare i volumi di ricerca

Quando vuoi andare più in profondità, lo strumento di riferimento è il Google Keyword Planner, integrato nella piattaforma Google Ads.

Keyword planner scegliere le giuste Parole per la SEO

Attenzione: lo strumento è gratuito, ma per accedervi oggi è necessario creare un account Google Ads e configurare un metodo di pagamento. Non ti verrà addebitato nulla se non attivi campagne pubblicitarie, ma Google richiede questi passaggi per sbloccare l’accesso al Keyword Planner. È un po’ macchinoso, ma ne vale la pena.

Una volta dentro, puoi inserire le parole che descrivono la tua attività e ottenere per ciascuna una serie di informazioni fondamentali:

Volume di ricerche mensili. Quante volte quel termine viene cercato su Google ogni mese. Tieni presente che il Keyword Planner mostra intervalli di volume (es. 100-1000) e non numeri esatti, a meno che tu non abbia campagne attive. È un dato indicativo, ma sufficiente per capire se una keyword ha abbastanza domanda.

Variazione nel tempo. Se il termine sta crescendo o calando rispetto ai mesi e agli anni precedenti.

Livello di concorrenza. Quanto quel termine è competitivo nel contesto delle campagne pubblicitarie Google Ads. Attenzione: questo dato si riferisce alla concorrenza tra inserzionisti, non alla difficoltà di posizionamento organico. Sono due cose diverse, ma un termine con alta concorrenza pubblicitaria di solito indica un alto valore commerciale.

Costo per clic stimato. Quanto gli inserzionisti sono disposti a pagare per ogni clic su quel termine. È un indicatore indiretto del valore economico della keyword.

Un aggiornamento recente di Google ha introdotto anche la possibilità di segmentare le previsioni per città, regione e dispositivo, rendendo lo strumento ancora più utile per chi lavora su mercati locali.

Strumenti professionali per la keyword research

Google Keyword Planner è un ottimo punto di partenza, ma ha i suoi limiti: i volumi sono approssimativi, non fornisce un vero indicatore di difficoltà organica e non ti mostra per quali keyword si posizionano i tuoi concorrenti. Per questo, chi lavora sulla SEO in modo strutturato integra lo strumento di Google con piattaforme più avanzate.

SEMRush. È una delle suite SEO più complete sul mercato. Oltre alla keyword research offre analisi dei concorrenti, audit tecnico del sito, monitoraggio del posizionamento e molto altro. Per la ricerca keyword, il suo punto di forza è il database enorme e la possibilità di analizzare le parole chiave per cui si posizionano i tuoi competitor, scoprendo opportunità che altrimenti non vedresti. È uno strumento a pagamento con piani a partire da circa 130 dollari al mese.

Ahrefs. Considerato lo standard di riferimento per l’analisi dei backlink, è altrettanto potente per la keyword research. Il suo indicatore di difficoltà organica è tra i più affidabili del mercato. Ha un database di oltre 20 miliardi di keyword e offre funzionalità avanzate per l’analisi della concorrenza. Piani a partire da circa 100 dollari al mese.

Answer the Public. Funziona in modo diverso dagli altri: inserisci un termine e lo strumento ti mostra tutte le domande, preposizioni e confronti che gli utenti associano a quella parola. È utilissimo per capire cosa si chiedono le persone intorno a un argomento e trovare idee per contenuti. Oggi è parte dell’ecosistema Ubersuggest, ha una versione gratuita con un numero limitato di ricerche giornaliere.

analisi search intent

Ubersuggest. Creato da Neil Patel, è un buon compromesso tra funzionalità e prezzo. Offre volumi di ricerca, suggerimenti di keyword, analisi dei competitor e idee per contenuti. Ha una versione gratuita con ricerche limitate e piani a pagamento accessibili, a partire da circa 30 dollari al mese.

answer the public

Google Search Console. Non è uno strumento di keyword research in senso stretto, ma è fondamentale: ti mostra per quali keyword il tuo sito sta già comparendo su Google, quante impression e clic ricevi per ciascuna e quale posizione media occupi. È gratuito e ti dà dati reali sul tuo sito, non stime. Se non lo stai già usando, è il primo strumento da attivare.

Il consiglio è usare più strumenti insieme. Ognuno ha i suoi punti di forza e i dati più affidabili si ottengono incrociando le informazioni provenienti da fonti diverse.

Un errore comune: scegliere le keyword una volta e dimenticarle

La ricerca delle parole chiave non è un’attività da fare una volta sola. Il modo in cui le persone cercano cambia nel tempo, nuovi termini emergono, la concorrenza si muove.

Ogni tre o sei mesi è buona pratica rivedere le keyword su cui stai lavorando, controllare in Google Search Console come stanno performando le pagine e valutare se ci sono nuove opportunità da cogliere o keyword che non stanno portando i risultati sperati.

La keyword research è un processo continuo, non un compito da spuntare dalla lista. Le aziende che lo trattano come parte integrante della propria strategia di marketing strategico sono quelle che nel tempo costruiscono una visibilità organica solida e difficile da scalzare.

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